Contents:

Punti di Vista sull'Imprenditoria Giovanile

Sara, classe 1979, Sartoria Corti Montecchi 

 
1)    Qual è la difficoltà più grossa che hai incontrato mentre tentavi di aprire la tua attività?
  

Una delle problematiche più grosse rimane comunque quella di mantenere un certo equilibrio interiore. Incertezze da una parte e voglia di fare dall’altra possono portare a prendere decisioni in modo poco lucido. Avere abbastanza fiducia in me stessa rimanendo il più obbiettiva possibile, questo è stato difficile, ma alla fine credo di esserci riuscita.

2)    Chi ti è stato più di aiuto e di supporto? La famiglia, gli amici qualche organizzazione?
Senza dubbio il mio compagno Riccardo. Quando intraprendi la strada del lavoro in proprio, con tutte le responsabilità che comporta e che inizialmente non sei molto abituato a sostenere, è fondamentale avere una situazione serena in famiglia, avere qualcuno che ti sostiene il morale e ti ascolta quando hai bisogno di lamentarti! In più Riccardo è stato una mano importante per risolvere tanti piccoli problemi pratici. Avere qualcuno di fiducia che si occupa, per esempio, di controllare l’impianto elettrico capriccioso, ti consente di concentrarti meglio su quelle decisioni che sono più cruciali per l’attività vera e propria. 

3) Quanto è importante il così detto know-how? e quanto le conoscenze nel ramo?
Beh, nel mio ramo, abbigliamento di qualità e su misura, le conoscenze sono fondamentali. Il successo lo puoi avere solo se sai contattare i fornitori giusti e se sai scovare i clienti che parleranno di te…
E’ anche vero però che se le conoscenze determinano il successo, senza avere una solida conoscenza del lavoro sartoriale e dei tessuti è inutile partire.

4) Cosa ti sentiresti di consigliare ad un giovane che ha voglia di aprire una propria attività?
Giusto per essere un po’ diretta e cattiva, suggerirei di stare a casa se non ha professionalità, forza e in dosi giuste umiltà e faccia tosta! Consiglio anche di farsi un bell'esame di coscienza prima di imbarcarsi in una cosa sicuramente tanto più grande di lui.

5) La soddisfazione più grande?
Spero che la soddisfazione più grande ancora debba arrivare! Finora la soddisfazione nasce dal ricevere quotidianamente i complimenti da uomini che da una vita vestivano dai migliori sarti della città ed ora sono invece miei clienti. Clienti di una donna sarto. 


 Emiliano Nesi, classe 1981, Nesi Giardini 

1)    Qual è la difficoltà più grossa che hai incontrato mentre tentavi di aprire la tua attività?
Avete idea di quanto sia difficile riuscire a comprendere seriamente tutte le questioni fiscali? Certo  sarebbe bello poter maneggiare così bene la disciplina fiscale per ricavarne dei vantaggi,  come molte aziende grandi riescono a fare, ma per me, già riuscire a non esserne vittima sarebbe qualcosa!
Oltre ai problemi fiscali che più o meno accompagnano l’attività per tutta la sua durata, ci sono state anche le noie burocratiche alla partenza! Aspettare ore con numerino in mano tra gli uffici del Comune, della Asl e così via è piuttosto snervante.

2)    Chi ti è stato più di aiuto e di supporto? La famiglia, gli amici qualche organizzazione?
Beh, più che amici e associazioni di categoria, direi che la famiglia ha giocato il ruolo principale. Prima nell’incoraggiare la mia decisione di mettermi in proprio come giardiniere, poi nel supportarmi anche finanziariamente. I miei applicano un interesse molto più basso di quello delle banche, un interesse che tende verso lo zero.  La famiglia in ogni caso, rimane una fonte, gratuita, di preziosi consigli.
3) Quanto è importante il così detto know-how? e quanto le conoscenze nel ramo?
Nel paese in cui viviamo, le conoscenze forse contano più del merito, ma se alla lunga il lavoro che fai non è di qualità rischi di perdere anche qui pochi contatti che ti sei fatto.  In ogni caso, per carattere, non sono disposto a compromessi o falsi sorrisi pur di compiacere qualcuno solo per mantenere qualche contatto.

4) Cosa ti sentiresti di consigliare ad un giovane che ha voglia di aprire una propria attività?
Direi che vista la situazione economica difficile e visto tutto il precariato che c'è in giro, l’idea di aprire la propria attività rischia di essere davvero una buona idea. Appoggerei chi ha voglia di mettersi in proprio a patto che conosca bene il settore in cui si lancia. Se ha già un’idea concreta del funzionamento dell’attività che vuole aprire bene, ma l’improvvisazione no, l'improvvisazione non paga.

5) La soddisfazione più grande?
Beh, riuscire a galleggiare in un momento particolare, spesso anche di profonda crisi, grazie alla professionalità e serietà che finora ho dimostrato è sicuramente un buon motivo di soddisfazione.

Davide Ravagli, classe 1980, 
PiùTrentanove Lounge Bar 

1)    Qual è la difficoltà più grossa che hai incontrato mentre tentavi di aprire la tua attività?
La difficoltà più grande è stata la conoscenza dei nostri potenziali clienti. In un primo luogo avevamo una nostra idea che abbiamo poi dovuto sviluppare ed adeguare in base alla clientela che noi conoscevamo solo un superficialmente. 

2) Chi ti è stato più di aiuto e di supporto? La famiglia, gli amici qualche organizzazione?

 Ovviamente la famiglia ma, in maniera particolare anche il proprietario dello stabile perché anche lui aveva interesse a che il nostro locale funzionasse al meglio e riuscisse con successo.

3) Quanto è importante il così detto know-how? e quanto le conoscenze nel ramo?
La conoscenza di quello che si sta andando a fare è fondamentale. Non ci si può improvvisare baristi senza avere un minimo di esperienza. Molte cose poi si imparano sul campo ma un minimo di conoscenza e di formazione sono alla base.

4) Cosa ti sentiresti di consigliare ad un giovane che ha voglia di aprire una propria attività?
 Prima di tutto di perseguire le proprie idee, malgrado i consigli che tante volte sono dettati dalle esperienze altrui ma che non è detto che funzionino allo stesso modo con altre persone. Come seconda cosa direi lui di valutare ogni possibile problema e di metterlo in conto per la valutazione della possibile riuscita dell'impresa.
 5) La soddisfazione più grande?
La soddisfazione più grande? ... il vedere che le cose talvolta possono anche andare oltre le aspettative perché le persone hanno massima soddisfazione dell'impresa. Il sapere che altre persone stanno cercando di copiarti. Il vedere un proprio sogno messo in pratica.

per Leggere, Approfondire, Capire:

“Volevo Solo Vendere La Pizza,
Le disavventure di un piccolo imprenditore”
di Luigi Furini, Garzanti, 190 pagg., 14 €
racconta le peripezie burocratiche vissute in prima persona dall’autore, giornalista dell’Espresso, nei due anni di attività della sua pizzeria da asporto. Ironico e pungente.  






offre una lista dei finanziamenti agevolati e/o a fondo perduto oltre a consigli e guide per districarsi tra tasse e contabilità



Pubblicato su DUEMILA, mensile culturale del centro nord. Con Luca Spataro.

Nessun commento:

Posta un commento